Mimetici, nell’aiuola dell’incrocio tra la tiburtina e la tangenziale, vivono gli indiani metropolitani. Passandoci accanto con l’auto o con qualsiasi altro motoveicolo è quasi impossibile notarli. Vuoi per la distrazione, vuoi perché in quel groviglio di strade è bene guardare bene la via, vuoi perché cosa diavolo ci guardi a fare dentro un’aiuola fetida, fatto sta che gli indiani lì in mezzo sono – paradossalmente - al riparo dagli sguardi.
In macchina non li noti neanche, dicevo. Occorre passarci accanto a piedi, e si possono capire cose che la velocità ti nega…
Nella tenda verde dormono in due, forse marito e moglie. Sembrano dell’est, forse romeni, sulla cinquantina.
Prima che fa buio lei raccoglie un po’ di legna tutt’intorno e lui accende un piccolo fuoco davanti la tenda, bassa, minuscola e umida. Il fuoco di solito resta acceso per poco, quando fa buio è già spento, forse per non dare troppo nell’occhio. Le braci accese accanto la tenda magari serviranno a rendere meno umido il sonno.
Poi qualcuno li avverte che sono arrivati i pasti caldi della Caritas. Allora lasciano tutto com’è e si affrettano per andare sotto la sopraelevata della tangenziale davanti la stazione a prendere un pasto caldo.
E vado via anche io, che sono rimasto per mezz’ora fingendo di aspettare l’autobus alla fermata proprio davanti l’aiuola.
Mimetici, nell’aiuola dell’incrocio tra la tiburtina e la tangenziale, vivono gli indiani metropolitani. Passandoci accanto con l’auto o con qualsiasi altro motoveicolo è quasi impossibile notarli. Vuoi per la distrazione, vuoi perché in quel groviglio di strade è bene guardare bene la via, vuoi perché cosa diavolo ci guardi a fare dentro un’aiuola fetida, fatto sta che gli indiani lì in mezzo sono – paradossalmente - al riparo dagli sguardi.
In macchina non li noti neanche, dicevo. Occorre passarci accanto a piedi, e si possono capire cose che la velocità ti nega…
Nella tenda verde dormono in due, forse marito e moglie. Sembrano dell’est, forse romeni, sulla cinquantina.
Prima che fa buio lei raccoglie un po’ di legna tutt’intorno e lui accende un piccolo fuoco davanti la tenda, bassa, minuscola e umida. Il fuoco di solito resta acceso per poco, quando fa buio è già spento, forse per non dare troppo nell’occhio. Le braci accese accanto la tenda magari serviranno a rendere meno umido il sonno.
Poi qualcuno li avverte che sono arrivati i pasti della Caritas. Allora lasciano tutto com’è e si affrettano per andare sotto la sopraelevata della tangenziale davanti la stazione a prendere un piatto caldo.
E vado via anche io, che sono rimasto per mezz’ora fingendo di aspettare l’autobus alla fermata proprio davanti l’aiuola.